﻿{"id":1102,"date":"2024-11-22T16:13:02","date_gmt":"2024-11-22T15:13:02","guid":{"rendered":"https:\/\/rappnato.esteri.it\/?p=1102"},"modified":"2024-11-22T16:13:32","modified_gmt":"2024-11-22T15:13:32","slug":"intervento-dellamb-marco-peronaci-alla-conferenza-climate-change-and-natural-hazards-in-the-euro-mediterranean-region-security-impacts-and-crisis-management-roma-21-nov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rappnato.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2024\/11\/intervento-dellamb-marco-peronaci-alla-conferenza-climate-change-and-natural-hazards-in-the-euro-mediterranean-region-security-impacts-and-crisis-management-roma-21-nov\/","title":{"rendered":"Intervento dell\u2019Amb. Marco Peronaci alla conferenza  \u201cClimate change and natural hazards in the Euro-Mediterranean region: Security impacts and crisis management\u201d (Roma, 21 novembre 2024)"},"content":{"rendered":"<p>1. Mi fa molto piacere essere qui tra voi e partecipare con qualche riflessione a questa tavola rotonda sul tema \u201cEnhancing environmental security: international cooperation, technological innovation, and scientific research\u201d. Vorrei ringraziare la Fondazione MED-OR e il Ministero degli Affari Esteri del Regno di Giordania, per l\u2019invito e anche il Programma NATO \u201cScience for Peace and Security\u201d (SPS) e l\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che svolgono un ruolo importante nel promuovere il dibattito sul tema della sicurezza ambientale.<\/p>\n<p>2. Questa iniziativa cade a soli pochi giorni dal forum annuale \u201cArab Geopolitics\u201d, tenutosi lo scorso 25 ottobre e organizzato dalla NATO Defense College Foundation, sempre in collaborazione con il MAECI. Trovo significativo che eventi di tale calibro siano dedicati, a distanza di poche settimane, ad approfondire il dibattito sulla regione sud sotto l\u2019egida della NATO. \u00c8 una dimostrazione della rinnovata centralit\u00e0 del \u201cVicinato Sud\u201d tra le priorit\u00e0 dell\u2019Alleanza, un risultato conseguito anche grazie alla ferma azione del nostro Paese.<br \/>\nQuesto Workshop si svolge inoltre in un momento purtroppo particolarmente critico, dal punto di vista della sicurezza ambientale. Sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze dei drammatici eventi climatici in Spagna nelle scorse settimane. Penso anche alle inondazioni in Nordafrica di due anni fa o agli incendi che in misura crescente si accaniscono contro i nostri Paesi nei mesi estivi.<br \/>\n\u00c8 una fase critica anche sotto il profilo della cooperazione regionale, alla luce delle ben note tensioni geopolitiche che dal Mediterraneo si irradiano verso l\u2019intero Medioriente.<\/p>\n<p>3. Ecco, allora, che in una fase storica di crescente frammentazione, favorire occasioni di dialogo su questi temi tra le due sponde del Mediterraneo deve rappresentare una priorit\u00e0, specie su un dossier come quello della sicurezza ambientale che riguarda tutti indistintamente.<br \/>\nInoltre, l\u2019attuale quadro climatico, in continuo e talvolta drastico cambiamento, pone sfide rilevanti da un punto di vista tecnico e strategico, che richiedono la massima cooperazione internazionale.<\/p>\n<p>4. L\u2019Italia lavora affinch\u00e9 la transizione ecologica abbia un impatto socio-economico equo e ben distribuito nel rispetto delle peculiarit\u00e0 dei singoli territori e contesti sociali.<br \/>\nCi\u00f2 significa affrontare, in parallelo alla mitigazione tecnologica e finanziaria del cambiamento climatico, gli effetti concreti sulle popolazioni, dalla sicurezza idrica e alimentare fino alle migrazioni forzate. Dobbiamo essere consapevoli del nesso sempre pi\u00f9 evidente tra vulnerabilit\u00e0 ambientale, inasprimento delle disuguaglianze socio-economiche e aumento di tensioni sociali, che rischiano, nella peggiore delle ipotesi, di sfociare in veri e propri conflitti armati.<\/p>\n<p>5. Tra le regioni pi\u00f9 esposte in tal senso rientra, appunto, il Bacino mediterraneo, il quale \u00e8 gi\u00e0 oggi esposto ad un tasso di riscaldamento superiore al resto del pianeta, rendendolo potenzialmente teatro di \u201csconvolgimenti\u201d altrettanto significativi nel medio e lungo periodo.<br \/>\nAlla sicurezza ambientale si ricollega il tema della sicurezza energetica, emerso con prepotenza come conseguenza della guerra di aggressione russa all\u2019Ucraina, con l\u2019aumento improvviso e vertiginoso dei costi dell\u2019energia, ma anche i profili di sostenibilit\u00e0 ambientale derivanti da continui e indiscriminati attacchi contro le infrastrutture energetiche in Ucraina, cos\u00ec come su rete elettrica, ponti, dighe e impianti di drenaggio. Il rischio ambientale connesso a questi attacchi, come potete immaginare, \u00e8 elevatissimo e da non sottovalutare.<\/p>\n<p>6. Vi \u00e8 poi il tema delle infrastrutture critiche sottomarine e non solo: i disastri naturali possono danneggiare o interrompere l\u2019erogazione di servizi essenziali e rappresentare pertanto un rischio securitario. Non \u00e8 mistero come la maggior parte dei membri e dei partner della NATO, nel fare affidamento su forniture energetiche dall\u2019estero, sia esposto all\u2019azzardo strategico di attori che mirano ad indebolirci, giocando sulle nostre \u201cdipendenze\u201d. \u00c8 di ieri l\u2019altro la notizia della cesura del cavo baltico di interconnessione tra Germania, Finlandia e Lituania.<br \/>\nQui entra in gioco la NATO, che a partire dal nuovo Concetto Strategico approvato a Madrid nel 2022, mira a diventare tra le organizzazioni di riferimento nell\u2019ambito della sicurezza ambientale, ponendo il proprio vantaggio strategico in fatto di capacit\u00e0 logistiche e competenze tecniche al servizio degli Alleati e dei Partner che lo richiedano. Una tale ambizione richiede di essere sempre in cima alla curva dell\u2019innovazione, per poter guidare le trasformazioni invece che esserne guidati. La ricerca gioca un ruolo fondamentale, come ha ribadito il Vice Presidente del Consiglio Tajani nel corso del recente World Fusion Energy Group alla Farnesina, con particolare riferimento al valore aggiunto che presenta nel contesto della sicurezza energetica ed ambientale.<\/p>\n<p>7. Adattarsi a questi cambiamenti non \u00e8 che l\u2019inizio di un percorso irto di sfide. La NATO deve farlo al suo interno ma anche, e soprattutto, in collaborazione con i propri partner, sia quelli che hanno gi\u00e0 raggiunto un grado avanzato di consapevolezza ambientale, sia quelli che invece richiedono da tempo il sostegno alleato nell\u2019adattare la propria \u201cresilienza\u201d alle sfide contemporanee in materia ambientale. Certo, si tratta di operare in contesti gi\u00e0 fragili e mutevoli, che impongono di coniugare una presenza responsabile con l\u2019efficacia operativa.<br \/>\nCi\u00f2 comporta, innanzitutto, raggiungere la massima efficienza nell\u2019uso delle risorse naturali. Il Bacino mediterraneo e l\u2019intero Vicinato Sud, come sapete meglio di me, presentano un enorme potenziale in termini di risorse rinnovabili (solare, idroelettrico, eolico e geotermico) che si scontra tuttavia con un accesso limitato alle fonti energetiche. Per questo, una transizione \u201cequa\u201d non rappresenterebbe solo un\u2019opportunit\u00e0 di crescita economica, ma anche una soluzione per affrontare le disuguaglianze sociali e le questioni ambientali, ponendo basi ben pi\u00f9 solide per le politiche di prevenzione dei conflitti.<\/p>\n<p>8. Come ricordato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla recente COP29 di Baku, lo sfruttamento delle risorse naturali nel prossimo futuro, legato alla crescita della popolazione globale, aumenter\u00e0 drasticamente il consumo di energia, anche per il crescente fabbisogno richiesto dallo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale. Ci\u00f2 non potr\u00e0 che ripercuotersi sul nostro Vicinato, generando una sfida \u201ccapacitiva\u201d che anche l\u2019Alleanza \u00e8 responsabilmente tenuta ad affrontare.<br \/>\nNe discende la necessit\u00e0 di crescenti investimenti per rendere \u201csostenibili\u201d le infrastrutture strategiche, inserendo il tema della sicurezza ambientale sul piano del dialogo politico ma anche degli sforzi collaborativi degli Alleati nei confronti dei propri partner.<\/p>\n<p>9. Al riguardo, siamo convinti che il Piano d\u2019Azione di recente adozione che ridefinisce l\u2019approccio della NATO al Vicinato Meridionale potr\u00e0 giocare un ruolo chiave per favorire il rilancio del dialogo politico con il Sud insieme ad una maggiore cooperazione pratica con i Paesi Partner.<br \/>\nLe \u201cbuone pratiche\u201d da cui partire sono molteplici. Nel quadro del programma \u201cScience for Peace and Security\u201d, penso al progetto PROMEDEUS in collaborazione con la Mauritania, incentrato sul miglioramento delle capacit\u00e0 operative e di gestione emergenziale, in ambito sanitario e di protezione civile in genere.<br \/>\nPenso all\u2019Organizzazione per la Scienza e la Tecnologia (STO) della Nato, che analizza le sfide tecnologiche per le forze armate, comprese quelle relative alle questioni ambientali e della sicurezza marittima, cui \u00e8 dedicato uno specifico Centro di Ricerca (CMRE) con sede a La Spezia che con gli altri Rappresentanti Permanenti nel Consiglio atlantico abbiamo visitato lo scorso aprile, un modo che ho voluto proporre per celebrare i 75 anni dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>10. A maggior ragione, riteniamo che la NATO sia oggi chiamata a sviluppare finalmente la propria visione strategica per il Sud fornendo risposte concrete, di ampio spettro e che affrontino, perci\u00f2, i problemi \u201calla radice\u201d. In tale prospettiva, sicuramente le sfide ambientali ed energetiche pongono importanti dilemmi alla sicurezza collettiva e restano prioritarie nel comune lavoro dell\u2019Alleanza, come sottolineato nelle Conclusioni dell\u2019ultimo Vertice NATO di Washington e come emerger\u00e0 senz\u2019altro anche all\u2019Aja il prossimo giugno.<\/p>\n<p>11. \u00c8 certo che, le crescenti tensioni politiche e gli scontri aperti nella regione, non facilitano un compito che appare tanto complesso quanto necessario.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 fortemente impegnata a lavorare sia nella NATO, sia a stretto contatto con i Partner e le altre Organizzazioni regionali e internazionali, per rafforzare il dialogo politico e rilanciare le azioni e i programmi di cooperazione concreta. L\u2019ambizione \u00e8 elevata, l\u2019esito della sfida \u00e8 tutt\u2019altro che scontato. ma sono certo che la NATO, oggi come ieri e come in futuro, sapr\u00e0 reinventarsi sotto questo profilo, grazie anche alla spinta di Alleati come l\u2019Italia, sempre in prima fila nel contribuire a trovare soluzioni positive e cooperative alle sfide strategiche e di sicurezza del nostro tempo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Maggiori informazioni sull&#8217;evento sono disponibili <a href=\"https:\/\/www.med-or.org\/news\/dal-19-al-21-novembre-med-or-organizza-un-workshop-internazionale-sui-cambiamenti-climatici-e-la-sicurezza-ambientale-con-il-supporto-del-nato-science-for-peace-and-security-programme\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. 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