﻿{"id":2275,"date":"2026-05-13T18:14:36","date_gmt":"2026-05-13T16:14:36","guid":{"rendered":"https:\/\/rappnato.esteri.it\/?p=2275"},"modified":"2026-05-13T18:16:23","modified_gmt":"2026-05-13T16:16:23","slug":"litalia-nella-crisi-di-hormuz-diplomazia-missioni-navali-e-sicurezza-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rappnato.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2026\/05\/litalia-nella-crisi-di-hormuz-diplomazia-missioni-navali-e-sicurezza-alimentare\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia nella crisi di Hormuz: diplomazia, missioni navali e sicurezza alimentare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dichiarazione di Antonio Tajani<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019inizio della guerra tra Iran e Stati Uniti, l\u2019Italia ha agito insieme ai suoi partner europei, al G7 e alle organizzazioni multilaterali per promuovere la cessazione delle ostilit\u00e0, garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e ristabilire la stabilit\u00e0 in Medio Oriente. In questo quadro, il nostro Paese ha espresso la propria disponibilit\u00e0 a partecipare, una volta concluso il conflitto, a una coalizione internazionale di natura difensiva volta a ripristinare la libert\u00e0 di navigazione nello Stretto.<\/p>\n<p>Come ho ricordato nelle ultime ore nel mio intervento dinanzi a una commissione parlamentare in Italia, per il nostro Governo il blocco di Hormuz non rappresenta una mera crisi regionale, bens\u00ec uno shock globale destinato a incidere sulla sicurezza energetica, sulla competitivit\u00e0 industriale e sugli equilibri economici internazionali. Si tratta di un rischio particolarmente significativo per tutti i Paesi della regione, ma anche per un Paese esportatore come l\u2019Italia, le cui esportazioni rappresentano circa il 40% del PIL.<\/p>\n<p>Lo Stretto di Hormuz, come sappiamo, \u00e8 uno snodo strategico del commercio mondiale: vi transita circa il 20% del petrolio globale, un quarto delle esportazioni di gas naturale liquefatto e una quota rilevante di materie prime essenziali per le catene internazionali di approvvigionamento. L\u2019insicurezza delle rotte commerciali e l\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia hanno gi\u00e0 iniziato a pesare sulle famiglie e sulle imprese europee. Nonostante il rallentamento del commercio mondiale e l\u2019impatto dei dazi, nel 2025 le esportazioni italiane sono comunque cresciute del 3,3%, confermando quanto la stabilit\u00e0 delle rotte marittime sia essenziale per l\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci preoccupa, tuttavia, non \u00e8 soltanto l\u2019impatto sull\u2019industria nazionale. Cresce infatti l\u2019allarme per le conseguenze sui Paesi pi\u00f9 fragili dell\u2019Africa e del Mediterraneo allargato. Circa il 30% delle esportazioni globali di fertilizzanti passa attraverso lo Stretto di Hormuz, e tali prodotti sono essenziali per la sicurezza alimentare di molte economie vulnerabili. Emblematico \u00e8 il caso del Sudan, dove continua a consumarsi una delle pi\u00f9 gravi crisi umanitarie al mondo. L\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia e dei fertilizzanti rischia di ridurre la produzione agricola, alimentare l\u2019inflazione e aggravare instabilit\u00e0, carestie e flussi migratori verso l\u2019Europa. Per questo motivo, all\u2019inizio di maggio abbiamo convocato una riunione insieme al mio omologo croato \u2014 attuale Presidente di turno del MED9 \u2014 invitando trenta Paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente e dei Balcani, nonch\u00e9 la FAO, per lanciare la \u201cCoalizione di Roma per la sicurezza alimentare e l\u2019accesso ai fertilizzanti\u201d, un forum permanente volto a individuare soluzioni immediate e concrete.<\/p>\n<p>La nostra valutazione \u00e8 che la crisi di Hormuz rifletta un conflitto pi\u00f9 ampio, radicato in decenni di tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran. In questo contesto, continuiamo a ritenere che la diplomazia resti l\u2019unica strada percorribile e ribadiamo che Teheran non deve dotarsi di armi nucleari n\u00e9 di sistemi missilistici in grado di destabilizzare ulteriormente la regione. Non possiamo dimenticare la repressione delle proteste giovanili in Iran, brutalmente soffocate dal regime. Una repressione che prosegue ancora oggi attraverso arresti ed esecuzioni capitali ai danni degli oppositori.<\/p>\n<p>Nelle ultime settimane, Teheran ha colpito indiscriminatamente aree residenziali, alberghi, ospedali e infrastrutture energetiche in diversi Paesi del Golfo. Questi attacchi in corso sono stati da noi fermamente condannati, e abbiamo espresso solidariet\u00e0 agli Emirati Arabi Uniti, al Qatar, al Kuwait, all\u2019Oman e all\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Sul fronte diplomatico, ho mantenuto un contatto costante con il mio amico, il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che ho incontrato a Roma nei giorni scorsi. Abbiamo concordato sulla necessit\u00e0 di preservare il legame transatlantico e di lavorare congiuntamente per la pace e la stabilit\u00e0 internazionale. Ho inoltre confermato il sostegno ai negoziati in corso in Pakistan, che consideriamo essenziali per mantenere aperta una prospettiva diplomatica.<\/p>\n<p>Ho proseguito il dialogo con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, sottolineando la necessit\u00e0 che Teheran negozi in \u201cbuona fede\u201d e riprenda la cooperazione con l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica, ricostruendo al tempo stesso relazioni positive con i Paesi del Golfo. Nelle scorse settimane mi sono recato anche in Cina, dove ho incontrato il Ministro degli Esteri Wang Yi, al quale ho chiesto un ruolo pi\u00f9 attivo di Pechino nella mediazione con Teheran.<\/p>\n<p>Parallelamente, Roma mantiene un canale diretto con i partner regionali del Golfo, considerati interlocutori indispensabili per qualsiasi soluzione diplomatica duratura e per il futuro ripristino della libert\u00e0 di navigazione nello Stretto. Sul piano operativo, l\u2019Italia \u00e8 pronta a mettere a disposizione l\u2019esperienza maturata nelle missioni navali europee nel Mar Rosso, nell\u2019Oceano Indiano e nel Mediterraneo. In particolare, riteniamo necessario rafforzare la missione europea ASPIDES, che al momento vede soltanto Italia e Grecia impegnate in attivit\u00e0 di pattugliamento nel Mar Rosso per garantire la sicurezza del trasporto marittimo. Nella missione multinazionale che sar\u00e0 avviata nello Stretto di Hormuz, l\u2019Italia potrebbe contribuire alle operazioni di sminamento e alla sicurezza della navigazione commerciale.<\/p>\n<p>Riteniamo tuttavia che una pace duratura in Medio Oriente non possa essere raggiunta senza stabilit\u00e0 in Libano. Il Governo italiano sostiene il dialogo tra Israele e Beirut mediato dagli Stati Uniti e ha offerto la propria disponibilit\u00e0 a ospitare colloqui diretti tra le parti. Durante la mia missione in Libano dello scorso aprile, ho ribadito al Presidente Joseph Aoun il sostegno dell\u2019Italia a un processo che trasformi l\u2019attuale cessate il fuoco in un vero processo di pace.<\/p>\n<p>L\u2019Italia sta inoltre lavorando con il Libano e gli Stati Uniti a iniziative volte a rafforzare le capacit\u00e0 delle forze di sicurezza libanesi, in particolare nel contrasto al riciclaggio di denaro e ai traffici illeciti. Washington e Bruxelles guardano sempre pi\u00f9 a Roma come a un attore chiave nel rafforzamento della statualit\u00e0 libanese, tema che ho affrontato anche nel mio recente incontro alla Farnesina con il Ministro degli Esteri libanese.<\/p>\n<p>Restiamo inoltre pienamente attenti alla sicurezza dei nostri militari impegnati nella missione UNIFIL, nella missione bilaterale MIBIL e nel Comitato tecnico militare per il Libano a guida italiana. Al contempo, continueremo a chiedere la protezione delle comunit\u00e0 cristiane nel Paese, alla luce delle violenze perpetrate da coloni israeliani estremisti contro villaggi del Libano meridionale, inclusi quelli a maggioranza cristiana.<\/p>\n<p>La questione della violenza dei coloni israeliani estremisti \u00e8 stata affrontata anche a Bruxelles, dove i ministri europei hanno appena approvato nuove e significative sanzioni nei loro confronti. Nella stessa sessione sono state approvate ulteriori sanzioni contro i terroristi di Hamas, il cui disarmo resta una priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>L\u2019Italia continua a monitorare con grande attenzione la situazione a Gaza e nei Territori palestinesi, mantenendo un ruolo attivo nell\u2019assistenza umanitaria e nei futuri sforzi di ricostruzione, con l\u2019obiettivo di giungere a due Stati in grado di vivere fianco a fianco in pace e sicurezza. In questo contesto si inserisce anche l\u2019arrivo in Italia, nei giorni scorsi, di 72 studenti palestinesi assegnatari di borse di studio presso universit\u00e0 italiane: un investimento che consideriamo parte della formazione della futura classe dirigente palestinese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dichiarazione di Antonio Tajani Dall\u2019inizio della guerra tra Iran e Stati Uniti, l\u2019Italia ha agito insieme ai suoi partner europei, al G7 e alle organizzazioni multilaterali per promuovere la cessazione delle ostilit\u00e0, garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e ristabilire la stabilit\u00e0 in Medio Oriente. 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