﻿{"id":267,"date":"2023-05-08T16:35:11","date_gmt":"2023-05-08T14:35:11","guid":{"rendered":"https:\/\/rappnato.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2023\/05\/stato-di-diritto-e-gestione-delle\/"},"modified":"2023-08-16T14:06:18","modified_gmt":"2023-08-16T12:06:18","slug":"stato-di-diritto-e-gestione-delle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rappnato.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2023\/05\/stato-di-diritto-e-gestione-delle\/","title":{"rendered":"Stato Di Diritto e Gestione Delle Crisi Umanitarie e Geopolitiche, Nei Trattati Ue e Nella Costituzione Della Repubblica Italiana (Bruxelles, 4.5.2023, ANCRI)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Amb. Marco PERONACI<\/strong><br \/>\n<strong>Rappresentante Permanente d\u2019Italia presso la NATO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio per l\u2019invito a prendere parte a questa Conferenza su temi di grande attualit\u00e0 e pregnanza. Nella mia qualit\u00e0 di Ambasciatore presso la NATO tratter\u00f2 per necessit\u00e0 il tema inquadrandolo in chiave <strong>leggermente pi\u00f9 euro-atlantica e meno euro-centrica<\/strong> e in una prospettiva pi\u00f9 politica e meno giuridica.<\/p>\n<p>Il <strong>concetto di gestione delle crisi<\/strong> \u00e8 stato intercettato ed \u00e8 divenuto centrale nel <strong>radar dell\u2019Alleanza<\/strong>. Confrontata all\u2019evoluzione del concetto di \u201csicurezza\u201d, anche la NATO ha dato avvio ad un processo di ripensamento dei propri compiti. Per apprezzarne la parabola, mi avvarr\u00f2 della tecnica cinematografica del <em>flashback<\/em>.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Washington, 1949<\/strong>. Il trattato fondativo, nel suo preambolo, definisce l\u2019orizzonte politico ed operativo dell\u2019Alleanza nell\u2019assunto che la condivisione delle forze dei suoi membri sia diretta alla \u201c<em>collective defence<\/em>\u201d e alla \u201c<em>preservation of peace and security<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Giuridicamente, dunque, un profilo legato al <strong>concetto di crisi umanitaria o, pi\u00f9 genericamente, \u201cgeopolitica\u201d<\/strong> \u2013 termine che peraltro necessiterebbe di una pi\u00f9 puntuale definizione \u2013 <strong>non era<\/strong> inizialmente nelle corde dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>Un\u2019assenza che rivela la natura post-bellica del pensiero ispiratore, ovvero quello di \u201c<em>unite [their] efforts<\/em>\u201d in <strong>un\u2019ottica prettamente militare<\/strong>, ancorch\u00e9 subordinata alla guida politica. E ne troviamo conferma <strong>nell\u2019articolo 3<\/strong> del Trattato di Washington, che chiama i membri a condividere tali sforzi con lo scopo di \u201c<em>maintain and develop their individual and collective capacity to resist armed attack<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Da Washington a Madrid, 2022<\/strong>. 73 anni dopo l\u2019Alleanza riscrive il proprio concetto strategico. \u00c8\u00a0evidente che la difesa collettiva resta la quintessenza di un\u2019Alleanza politico-militare. Ed il preambolo, ancora una volta, ne fa stato immediatamente, ricordando che il fine \u00e8 \u201c<em>protect our one billion citizens, defend our territory and safeguard our freedom and democracy<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il richiamo alla protezione della libert\u00e0 e della democrazia \u00e8 il <strong>valico attraverso il quale permea la modernit\u00e0 di un testo che fa propria una consapevolezza diversa: la difesa non \u00e8 chiusura<\/strong>, ma capacit\u00e0 di leggere anticipatamente le minacce e prepararsi, adattandovi, a rispondere.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che alla difesa collettiva si affiancano con pari dignit\u00e0 \u2013 confermando un percorso evolutivo gi\u00e0 portato alla luce dal Concetto Strategico del 2010 &#8211; altri due \u201c<em>core tasks<\/em>\u201d: <strong>la prevenzione e la gestione delle crisi e la sicurezza cooperativa<\/strong>.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Crisi da gestire<\/strong>, come la NATO gi\u00e0 si proponeva di fare nel 2010; e crisi da \u201c<strong>prevenire<\/strong>\u201d, nella consapevolezza che <strong>l\u2019adattamento predittivo<\/strong> \u00e8 la forza intrinseca di un\u2019Alleanza in grado di fare leva, collettivamente, su capacit\u00e0 umane e tecnologiche non seconde a nessuno.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, in questo, <strong>un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0<\/strong> anche verso coloro che dell\u2019Alleanza non fanno parte. <strong>Non obblighi giuridici<\/strong>, che infatti non vengono mai introdotti nei testi dell\u2019Alleanza. Piuttosto, <strong>responsabilit\u00e0 umane e funzionali, o politiche<\/strong>, nell\u2019essenza pi\u00f9 pura del termine, dove esso <strong>richiama una polis<\/strong> che, sotto<strong> l\u2019aspetto securitario, \u00e8 ormai globale<\/strong>.<\/p>\n<p>La<strong> sicurezza non \u00e8 chiusura<\/strong>. Il dialogo ne \u00e8 parte essenziale, soprattutto per la prevenzione delle crisi.\u00a0\u00c8 in questo ambito che si si costruiscono e trovano traduzione operativa quei nuovi rapporti politici e quelle alleanze con i partner, <strong>in primo luogo l\u2019Unione Europea<\/strong>, cui ci lega un patrimonio condiviso di valori e principi comuni. Essi sono determinanti per consolidare quella sicurezza cooperativa che costituisce il terzo compito essenziale dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Vilnius, luglio 2023<\/strong>. Nella pi\u00f9 grande crisi di sicurezza che il Continente europeo ha conosciuto dopo la seconda guerra mondiale, il Vertice si <strong>apre alla partecipazione<\/strong> di partner di diverso profilo: ovviamente l\u2019Ucraina; ma anche <strong>l\u2019UE e i Paesi dell\u2019Asia-Pacifico<\/strong>; e i Paesi cui viene data particolare attenzione data l\u2019esposizione all\u2019assertivit\u00e0 russa, come <strong>Georgia, Bosnia-Erzegovina e Moldavia<\/strong>.<\/p>\n<p>A questi si aggiungeranno i Paesi del sud, espressione pi\u00f9 politica che geografica, dove quel \u201c<strong>Sud Globale<\/strong>\u201d, o \u201c<strong>Middle Ground<\/strong>\u201d, rappresenta un\u2019ineludibile componente della comunit\u00e0 internazionale che necessita di attenzione. Esso rappresenta al contempo un <strong>laboratorio di dinamiche<\/strong> istituzionali, sociali, economiche e ambientali da cui possono giungere in egual misura rischi per la sicurezza e opportunit\u00e0 di sviluppo.<\/p>\n<p>Come Italia, contribuendo alla linea di <strong>crescente attenzione verso l\u2019Africa<\/strong> di cui il nostro Governo si \u00e8 fatto promotore,<strong> lavoriamo quotidianamente affinch\u00e9 l\u2019attenzione verso il Sud venga preservata<\/strong>, ampliata, e tradotta in azioni concrete.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Da Vilnius a Washinton<\/strong>. E oltre. Nel 2024 torneremo a Washington per celebrare il 75\u00b0 anniversario della fondazione della NATO. <strong>Non baster\u00e0 guardarsi indietro<\/strong> per celebrare l\u2019efficienza di una macchina che continua ancora oggi a mostrare capacit\u00e0 di reazione e di attrazione, come provano i recenti eventi e l\u2019ingresso di nuovi membri.<\/p>\n<p>Dallo specchietto retrovisore dovremo<strong> guardare il futuro<\/strong>. Ovvero, dimostrarci in grado di anticipare le sfide e sviluppare, attraverso gli investimenti relazionali e tecnologici, gli strumenti per essere efficaci come soggetto <strong>politico globale, ancorch\u00e9 fondato su una base regionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Per questo continueremo ad <strong>investire nei partenariati<\/strong>. Continueremo a promuovere anche maggiore spazio per l\u2019analisi del rapporto tra<strong> cambiamenti climatici e sicurezza<\/strong>, che \u00e8 sfida \u201ccaratterizzante\u201d del nostro secolo, come lo stesso Concetto Strategico dell\u2019Alleanza riconosce. E al contempo proseguiamo nel sostegno ai nuovi filoni di lavoro dell\u2019Alleanza dedicati alla sicurezza umana e all\u2019agenda \u201cdonne pace e sicurezza\u201d.<\/p>\n<p>Tutte queste sono componenti della \u201c<strong>nuova domanda di sicurezza<\/strong>\u201d che i cittadini, ed in particolare le fasce pi\u00f9 giovani della popolazione, esprimono a vario titolo. Sono queste le nuove aspettative cui anche l\u2019Alleanza deve dimostrare di essere all\u2019altezza.<\/p>\n<p>****<\/p>\n<p>Vorrei dedicare infine qualche osservazione al tema di estrema attualit\u00e0 della cooperazione tra <strong>l\u2019Unione Europea<\/strong> e <strong>l\u2019Organizzazione del Nord Atlantico<\/strong>.<\/p>\n<p>Una cooperazione <strong>sia naturale<\/strong>, data la comunanza di valori che lega le due organizzazioni, <strong>che necessaria<\/strong>, nella risoluzione delle crisi umanitarie e \u2013pi\u00f9 latamente- geopolitiche. Su questa cooperazione insiste anche la versione pi\u00f9 recente dello <strong>Strategic Concept dell\u2019Unione europea<\/strong>, che riconosce nella <strong>complementarit\u00e0 d\u2019azione<\/strong> e nel supporto reciproco i principi alla base di tale cooperazione.<\/p>\n<p>Sul piano giuridico, le fonti del diritto primario dell\u2019UE che legittimano tale cooperazione vanno ricercate nell\u2019<strong>art 42 del Trattato dell\u2019Unione Europea<\/strong>. L\u2019art. 42 riconosce che, nonostante la competenza dell\u2019<strong>UE in materia di sicurezza e difesa<\/strong>, la NATO resta l\u2019ente internazionale <strong>responsabile dell\u2019attuazione della difesa collettiva a livello europeo<\/strong>. Ancora, \u00e8 richiesto che gli impegni assunti dagli Stati Membri nel settore della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, debbano essere coordinati e <strong>compatibili con quelli derivanti dalla partecipazione<\/strong> al trattato dell\u2019Alleanza Atlantica. Inoltre, alcuni autori suggeriscono l\u2019esistenza di un <strong>\u201cprimo rifiuto\u201d a favore<\/strong> dell\u2019Organizzazione del Nord Atlantico. Con ci\u00f2 si intende una sorta di legittima priorit\u00e0 d\u2019azione a favore della NATO nell\u2019avviamento di una missione. In altre parole, le missioni dell\u2019UE potrebbero essere avviate <strong>solo qualora la NATO non intenda condurre una propria missione o prendervi parte<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0evidente come, dal dato legislativo, emerga un <strong>quantum di subordinazione della capacit\u00e0 decisionale dell\u2019UE<\/strong> rispetto alle volont\u00e0 della NATO. Sebbene questo procedimento sia votato alla necessit\u00e0 di evitare inutili e onerose duplicazioni d\u2019intervento, resta da chiedersi se tale sistema sia ancora, nel complesso, attuale e soddisfacente. La risposta \u00e8 di natura squisitamente politica e deve comunque tener conto del <strong>tenore della cooperazione UE-NATO<\/strong> cosi\u2019 come si effettivamente \u00e8 sviluppata sul campo a partire dagli <strong>Accordi Berlin Plus del 2003<\/strong>.<\/p>\n<p>Il dato certo \u00e8 il nostro <strong>comune interesse<\/strong> a che tale cooperazione strategica tra UE e Nato, soprattutto in seguito all\u2019invasione russa in Ucraina, <strong>prosegua e anzi si rafforzi<\/strong>. Ma allo stesso tempo, \u00e8 necessario oggi ripensarne le modalit\u00e0, anche alla luce del dibattito e dei lavori in corso sul rafforzamento delle <strong>capacit\u00e0 europea di difesa<\/strong>, e della cosiddetta <strong>autonomia strategica dell\u2019UE<\/strong>.\u00a0\u00c8 questo un tema affascinante e complesso che gli Organizzatori potrebbero senz\u2019altro considerare per una prossima conferenza. Grazie per l\u2019attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Amb. Marco PERONACI Rappresentante Permanente d\u2019Italia presso la NATO Ringrazio per l\u2019invito a prendere parte a questa Conferenza su temi di grande attualit\u00e0 e pregnanza. 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