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NATO e Serbia concludono la prima esercitazione militare congiunta per rafforzare interoperabilità e stabilità nei Balcani

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Si è conclusa nell’area di Borovac, nel sud della Serbia, la prima esercitazione militare congiunta tra NATO e Serbia, svoltasi dall’11 al 23 maggio 2026. L’attività ha contribuito a rafforzare l’interoperabilità tra le Forze Armate serbe, gli Alleati e i partner, con particolare attenzione alle operazioni di mantenimento della pace e di risposta alle crisi.

L’esercitazione, che ha riunito circa 600 militari provenienti da Serbia, Italia, Romania, Montenegro, Francia, Stati Uniti e altri Paesi alleati e partner, si è concentrata sulla standardizzazione di tecniche, tattiche e procedure operative, con l’obiettivo di migliorare la capacità di operare congiuntamente in scenari complessi.

Le attività addestrative hanno riguardato, in particolare, il peacekeeping, la gestione delle folle, il controllo di aree urbane e la risposta a situazioni di crisi. Germania e Regno Unito hanno partecipato in qualità di osservatori.

Significativo il contributo italiano, rappresentato da personale del 9° Reggimento fanteria “Bari”. La Capitano Sara Maria Tigano, comandante della compagnia italiana impiegata nell’esercitazione, ha sottolineato il valore dell’attività addestrativa, evidenziando come le operazioni contemporanee richiedano capacità sempre più integrate anche in contesti urbani e a diretto contatto con la popolazione civile.

L’esercitazione ha consentito di consolidare la cooperazione tra unità provenienti da diversi Paesi, favorendo un approccio comune alle procedure operative. Secondo la Capitano Tigano, il lavoro congiunto ha permesso di raggiungere un elevato livello di coordinamento tra i contingenti, superando le aspettative iniziali e confermando l’importanza dell’addestramento multinazionale.

La cooperazione con la Serbia in questo ambito si inserisce nel più ampio quadro del dialogo e della collaborazione tra la NATO e i Paesi partner. Belgrado contribuisce già a missioni internazionali sotto egida delle Nazioni Unite e dell’Unione europea, rendendo particolarmente rilevante il rafforzamento dell’interoperabilità nelle operazioni di pace e stabilizzazione.

L’attività svolta a Borovac conferma l’impegno della NATO e dei suoi partner per la sicurezza e la stabilità dei Balcani occidentali, nonché il ruolo dell’Italia nel promuovere cooperazione, dialogo e capacità operative condivise nell’area euro-atlantica.